Ci sono delle novità nel cosiddetto Decreto Rilancio del dicembre 2021 che riguardano il Superbonus edilizio, e nello specifico le novità toccano principalmente le unità abitative unifamiliari (villette, abitazioni singole, appartamenti).
Innanzi tutto c’è una proroga del bonus stesso che sposta la scadenza al 31 dicembre 2022 per quelle unità abitative che al 30 giugno 2022 avranno raggiunto il 30% dell’avanzamento complessivo dei lavori.
Inoltre è stato eliminato il tetto Isee: mentre prima chi rimaneva al di sotto della soglia dei 25 mila euro poteva usufruirne, adesso quel limite è stato abbattuto, consentendo quindi a una platea più ampia l’accesso al bonus edilizio.
Cade anche la distinzione fra prime e seconde case: anche qui aumenta il pubblico che può usufruire del bonus consentendo l’accesso anche a quanti vogliano eseguire dei lavori per un’altra proprietà.
Nessun cambiamento per chi vuole usufruire della cessione del credito o dello sconto in fattura.

RIEPILOGANDO
✅ Scadenza prorogata al 31.12.2022
✅ Viene eliminato il tetto ISEE
✅ Il Superbonus è esteso anche alle seconde case
✅ Per le spese sostenute dal 1.1.2022 la detrazione del 110% è dilazionata in 4 anni

In cosa consiste veramente Il bonus?

Non è altro che un credito d’imposta che lo Stato consente di ottenere, se rispettati tutti i punti della vigente normativa. Tale credito d’imposta sarà pari al 110% del costo di suddetti lavori e potrà essere sfruttato dal committente decurtandolo dalle tasse che ogni anno si dovrebbero pagare e per 4 anni e non più 5 (se le spese sono state sostenute dopo il 1 gennaio 2022) o essere ceduto come credito di liquidità a banche o compagnie assicurative.
Il bonus è cedibile sia alle aziende che eseguono i lavori (ma non è un obbligo per le aziende prendersene carico), sia ad altri soggetti, come banche e compagnie assicurative.
Inoltre, la normativa principale prevede che il professionista tecnico che si occupa dell’asseverazione stipuli una polizza per la tutela della stessa ma, sempre la legge, prevede che l’unico responsabile della correttezza dell’esecuzione dei lavori e della correttezza dei dati indicati all’interno del portale Enea nel momento in cui il professionista fa l’asseverazione è il committente; sul committente ricadono anche le responsabilità di tutti gli importi a bonus più l’eventuale sanzione pecuniaria e gli interessi.

È per questo motivo che il committente dovrebbe prevedere di tutelarsi in proprio con un’apposita polizza assicurativa, anche perché l’Agenzia delle Entrate avrà otto anni di tempo per verificare la congruità dei lavori e per poter fare rivalsa nei suoi confronti.

Il fatto che il professionista tecnico che esegue l’asseverazione (cioè la certificazione della congruità della provenienza urbanistica catastale e della correttezza dei lavori rispetto ai dettami della vigente normativa) abbia la propria polizza di responsabilità civile come da normativa rende comunque responsabile in primo luogo il committente, perché il committente potrà avere la facoltà di esercitare il proprio diritto di rivalsa nei confronti del professionista, ma sarà sempre responsabile in solido con lo stesso e il primo responsabile diretto nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

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