Superbonus 110%, la responsabilità è tutta del committente. Sai come tutelarti?

Superbonus sì o Superbonus no? La risposta è semplice: sicuramente è una grande opportunità.
La normativa di riferimento (D.L. 34/2020) è ormai arrivata da tempo alla sua completezza e quindi è molto chiaro come funzionano le cose e come sono distribuite le responsabilità di questi lavori.
Partiamo dalle figure chiamate in causa e dall’iter da seguire: il committente (colui che decide di eseguire i lavori su un proprio immobile), i professionisti (sia i tecnici che il commercialista) e le aziende che eseguiranno i lavori (aziende edili, elettricisti, ecc.).
L’iter prevede invece che il committente che decide dì fare dei lavori legati al miglioramento dell'”efficientamento energetico e/o sismico” deve rivolgersi, in primo luogo, a un professionista tecnico che possa valutare la fattibilità dì tali interventi. Fatto questo primo passo, bisogna poi verificare la congruità dei lavori che si vogliono eseguire, con i parametri di riferimento della legge. In questo modo si riuscirà a capire quanto dei lavori da eseguire sarà veramente soggetto al bonus e anche il tipo di bonus.
Infatti non esiste solo il 110%, ma rimangono fermi anche i vecchi 50%, 65% e 90%.

In cosa consiste veramente Il bonus?
Non è altro che un credito d’imposta che lo Stato consente di ottenere, se rispettati tutti i punti della vigente normativa. Tale credito d’imposta sarà pari al 110% del costo di suddetti lavori e potrà essere sfruttato dal committente decurtandolo dalle tasse che ogni anno si dovrebbero pagare e per 5 anni.
La novità che è stata introdotta è che tale bonus è cedibile sia alle aziende che eseguono i lavori (ma non è un obbligo per le aziende prendersene carico), sia ad altri soggetti, come banche e compagnie assicurative.
Inoltre, la normativa prevede che il professionista tecnico che si occupa dell’asseverazione stipuli una polizza per la tutela della stessa ma, sempre la legge, prevede che l’unico responsabile della correttezza dell’esecuzione dei lavori e della correttezza dei dati indicati all’interno del portale Enea nel momento in cui il professionista fa l’asseverazione è il committente; sul committente ricadono anche le responsabilità di tutti gli importi a bonus più l’eventuale sanzione pecuniaria e gli interessi.
È per questo motivo che il committente dovrebbe prevedere di tutelarsi in proprio con un’apposita polizza assicurativa, anche perché l’Agenzia delle Entrate avrà otto anni di tempo per verificare la congruità dei lavori e per poter fare rivalsa nei suoi confronti.

Il fatto che il professionista tecnico che esegue l’asseverazione (cioè la certificazione della congruità della provenienza urbanistica catastale e della correttezza dei lavori rispetto ai dettami della vigente normativa) abbia la propria polizza di responsabilità civile come da normativa rende comunque responsabile in primo luogo il committente, perché il committente potrà avere la facoltà di esercitare il proprio diritto di rivalsa nei confronti del professionista, ma sarà sempre responsabile in solido con lo stesso e il primo responsabile diretto nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

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